C'è niente da fare: gli islandesi quando si mettono a far musica mi piacciono sempre. Sentite Biggi, mielosetto, ma mi piace comunque. Il pezzo inizia benissimo per poi sdolcinarsi sempre di più, ma nel complesso è una bella canzone a mio parere. Si intitola Perfect Sunday e va proprio ascoltata di domenica, col caffè a letto, guardando la finestra mentre fuori piove e la luce in camera è accesa
Assaporo solo ora che vivo sola le gioie e le amarezze della vita da single. Finora, con i coinquilinaggi, non mi rendevo conto che mangiare la minestrina riscaldata davanti alla tele con una bottiglia di vino scadente sul tavolo può essere una scena alquanto imbarazzante. Ieri ero appunto lì con 'sto minestrone scaldato sul tavolo e 'sta buta di frizzantino guardandomi un film già visto e rivisto alla tele, che mi scampanella quell'adone del mio vicino di casa. Per giunta faceva un freddo maledetto (è iniziato il periodo austerity, riscaldamento acceso se non in casi di morte apparente da congelamento) e quindi avevo la giacca di pile anti-stupro e la copertina sulle ginocchia. Insomma vado ad aprire e mi vedo l'adone sorridente in maniche di camicia (evidentemente lui non sta vivendo l'austerity). Ecco, mi son sentita davvero in imbarazzo quando lui mi dice "cazzo che freddo qua dentro" e io che simulo scioltezza:"freddo? trovi?" tremando con 15 strati di maglioni. E l'immagine del tavolo con la minestrina e il frizzantino... che ve lo dico a fare? Una tristezza che mi volevo compiangere da sola. Ma vivere soli ha tanti lati positivi, ah sì, tanti. Ma tanti eh? in un concetto: ti puoi fare i cavoli tuoi, sempre. Puoi farti la doccia alle 3 di notte senza il timore di disturbare nessuno, ad esempio. E puoi mangiarti la minestrina triste col frizzantino senza sentirti in imbarazzo. Da domani però, riscaldamento a manetta. Si sa mai.
Sabato sera mentre mi stavo decidendo se uscire o restaremene a casa fasciata tipo mummia nella mia super coperta di purissima lana, zappingavo sui 4 canali che riesco a vedere col baffo. Tra l'altro sto progettando un complesso sistema di specchi per riuscire a vedere a scrocco Sky dal vicino e con un praticissimo telecomando universale meliconi, riuscire pure a cambiare canale. Presto, davvero presto comincerò a tirarmela anch'io sulle 15esime serie di telefilmss che qui in Italia appena arrivano alle seconde. Che goduria. Finalmente potrò divulgare le fine di teleserie infinite, che in Ammeriga sono avanti. Non vedo l'ora. C'è un problema però. il vicino spesso è via per lavoro, sta via giorni e giorni, il disgraziato. Percui devo capire se potrò accedere all'oba-oba-sky ugualmente accendendo la tivù col meliconi o se mi dovrò inventare un braccio semi automatico per accedere al piano di sopra e pigiare il pulsante del suo mega televisore al plasma. Vedremo. Mr Bean docet.
Dicevo, la tivvù via cavo, quella per noi poveri pezzenti (io ancora per poco, ribadisco), fa davvero cagare. Sul serio. E non è una novità. Insomma, tutti lì a parlare della tivvù spazzatura, dei reality, dei pacchi e contropacchi. Una cosa che non sopporto davvero è chi dice che è la tivvù che vogliamo noi. Il pubblico vuole vedere 'sta merda e allora via, veline, sciroccati e ignoranza in pasto al popolo bove. Ma non è così. Il pubblico si suca ciò che gli dai. E Mediaset può fare ciò che vuole. La responsabilità del palinsesto deve averla la rete pubblica. Ma l'audience dà ragione alla programmazione merdosa. E' vero, alla gente piace sguazzare nello schifo, nella moralità, nel vedere finti vip cagare nei boschi o litigare per un pezzo di pane. Ciò che ancora non capisco è quando mi dicono che la RAI se vuole essere competitiva deve fare audience. E allora, cazzo la paghiamo a fare? Per dare un milione di euro ad Albano per andare all'isola dei famosi? Gesù. io proprio non ci arrivo. Ma tutto questo preambolo per dire che sabato sera c'era la spumosissima Clerici che conduceva coi suoi modi da parrucchiera un programma intitolato "Il treno dei desideri". Un ibrido fra "Carramba che sorpresa", "Sogni", "C'è posta per te" e "Chi l'ha visto". Un disastro. Una tragedia dietro l'altra. Tragedie che però vengono alleviate e, alle volte risolte, con regali, sorpresone, ricongiungimenti familiari. E il tutto con badilate e badilate di retorica, moralismi banali e sentimenti buoni, ma buoni, ma buoni. Si passava dal ricongiungimento familiare della bidella coi suoi figli che non vede da 20 anni (un treno, no?) al bambino povero con l'hobby della barca a vela. Ma un abbonato RAI è molto di più, ce lo dicono sempre. Oltre che dementi siam pure benefattori, eh bè, un grand plus.
"Una volta volevo cambiare il mondo. Adesso mi basta lasciare questa stanza con un po’ di dignità»
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