Quel piciola di Grignani si è fatto beccare con le mani nella marmellata. mi fa una pena incredibile. Cioè, per me Grignani è un poveretto, un Ligabue più giovane, ma senza il successo e la grana di Lugabue. Perchè è arrivato dopo e quindi è sempre stato una copia. "c'èèèèè, che c'èèèè? c'è che prendo un treno che va a paradiso cittààà". Poveretto. Lui, ragazzotto di periferia col mito dell'Ammeriga delle harley, un selvaggio dentro, uno che si sentiva stretto nelle maglie della società di periferia. Uno che voleva andare lontano, negli states a vivere con gli indiani. "il falco vaaaaa, senza catenteeee, fugge agli sguardi, lo sa che convieneee"..Un toro seduto de noaltri, insomma. Bè, l'hanno beccato a Crema che comprava la bamba in un bar. E parlava in codice "cifrato" che anche un bambino di 10 anni avrebbe capito: «Vieni a prendere la pasta», «Portami cinque uova», «Sono arrivate le racchette?», «Quante palline da tennis hai comprato?». Poverettoo!!! E poi , voglio dire, la coca lui la comprava a Crema. Uno con velleità da bello e maledetto, al massimo si va a drogare a las vegas, o si piglia un bel fungo allucinogeno e se lo va a consumare nel deserto messicano. Ma non ti fai beccare a comprare la coca a Crema. No, dai, Gianlu, no! Chiamava il pusher, il proprietario di 'sto bar nel centro di Crema e diceva: «Chiama la gallina».
Non vi fa una pena pazzesca?

Poveretto...
Sono viva per miracolo. Ma, aspettate, sono viva? Scottata dal sole, disidratata, fisicamente a pezzi dopo l'hard trekking organizzato da mio padre. Sento di non avere più chiara la separazione tra la vita, la morte e il coma profondo. Non so dirvi se in realtà io sia più solo un ologramma, una proiezione o se sia ancora in carne e ossa. A parte ciò, ho pensato a questo. L'altra sera ero lì che gigionavo facendo tardi e mi è venuta voglia di tornare a casa. Ogni cosa che faccio ultimamente mi annoia un po'. I conerti: sì, belli, ma ho perso l'entusiasmo e la voglia di un tempo. Tutto questo potrebbe voler dire una cosa sola: non riesco più a divertirmi. Sono come in quella fase dell'adolescenza in cui appoggiata al muro di un locale con un bicchiere in mano mi rendo conto che non mi piace la musica, non mi piace la compagnia, non mi piace nemmeno il Gin Tonic, che l'abitudine ha preso da un pezzo il sopravvento sul piacere.
Oggi son stata in ospedale. Avete presente "Le 12 fatiche di Asterix"? Quella in cui lui deve ritirare il certificato "D"? Ecco, stessa trafila all'oftalmico. Nel frattempo potevo perdere un occhio, diventare cieca. essere miracolata. Son stata lì dentro almeno due ore per 5 minuti di visita sommaria e superficiale, che non ha risolto il mio problema (trovare una diagnosi o qualcosa che mi facesse sgonfiare l'occhio, farmelo tornare normale). E poi c'è tutto questo lavoro da fare, sempre a Milano, col caldo che fa. Ma la prossima settimana parto. Prendo un treno e vado via.
Domani invece vado a Oulx, dove mi aspetta mio padre che mi ha bellamente organizzato un hard trekking in Francia. Mio padre è fuori di testa, uno pensa che ad una certa età uno si metta le ciabatte e vada a vedere i cantieri in giro con il mocassino nappato e il cappellino del giro d'Italia dell'87. Mio padre invece si mette i ramponi e va a scalare. E' fuori, completamente. Si è iscritto a un corso di arabo e va a raccogliere il genepy di frodo. Sta organizzando una cordata da Bardonecchia a Briançon con polenta e grappa all'arrivo. Polenta e grappa, capito? Che a me viene il cagozzo solo a pronunciarle insieme. E capisci bene che dopo una sfacchinata senza senso, tu ti trovi a 3000 metri, disidratata, lingua felpata, con le visioni mistiche (Fantozzi docet) e ti butti a pesce sulla prima bottiglia di liquido trasparente che trovi, sperando che sia acqua di sorgente. E invece no. Invece è grappa. La grappa che fanno quei pazzi di alpini, che solo per errore riescono a farla meno forte di 150 gradi. Mio padre è uno sciroccato. Ho impressa un'immagine di me bambina di 10 anni e mio padre sull'orlo di una lingua di ghiaccio a strapiombo che tenta di convicermi che non è pericoloso attraversarla con le superga. E' pazzo. A volte credo che sia un esperimento di laboratorio.
Caldissimo, nottata passata a sudare e sognare longobardi. Ma vi pare normale che io faccia sogni sempre così complessi? Io sto cominciando a preoccuparmi. L'altra notte ho sognato di essere dentro un film di cappa e spada, e mi dicevo: "Ora spunta Errol Flynn a cavallo". Stanotte invece ero ad una festa con falò, gente, violini, insomma, una roba divertente. Ma ad un tratto mi rendo conto che sto con gente d'altri tempi, tutti vestiti di pelli, treccioni, archi e frecce. Insomma, mi rendo conto che sono tornata indietro nel tempo e sono in mezzo ai longobardi. E butta male, perchè stanno scegliendo un povero cristo che sarà sacrificato a non so che divinità pagana. E chi è il povero cristo? No, non è J-Ax degli Articolo 31, ma sono io! Io! Capito? Mi prende il panico ma sono così terrorizzata che non riesco a pensare a qualche strategia per telare. Allora comincio a fumare e lì, il prodigio, perchè 'sti barbari non hanno mai visto nulla di simile. E così mi scambiano per una divinità, ma io voglio solo essere lasciata in pace e tornare a casa mia, nel mio lettore, nella mia casa con la cucina a gas e il boiler, altro che stare lì in mezzo e cagare nei prati e celebrare qualche divinità assurda, con un nome ancora più assurdo, tipo Betatu-Cadros e lo psicopompo. No! io voglio tornare nel XX secolo, eccheccazzo. Allora mi dileguo mentre 'sti marugia ammirano il mio accendino con le mucche. E cosa trovo miracolosamente? La mia super macchina ammerighena di 20 fantastiliardi di cilindrata e che sgasa a manetta. Scappo, come al solito, e mi trovo in un autogrill, ma già capisco che son tornata ai giorni nostri e quindi son sollevata. Ma entro nell'autogrill e mi rendo conto che in realtà non è un autogrill ma un bivacco di longobardi. Che ovviamente sono impressionatissimi dalla mia macchina, gesù, che rottura di palle, 'sti antichi popoli. Così rimango in questo bivacco, perchè nel frattempo vedo che il maiale che sta arrostendo allo spiedo è quasi cotto a puntino e una fantesca sta preparando brocche su brocche di vino. Però... magari poi mi ci abituo a cagare in mezzo ai prati e celebrare Ogmios e lo psicopompo.
"Una volta volevo cambiare il mondo. Adesso mi basta lasciare questa stanza con un po’ di dignità»
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