Ieri mi son successe diverse cose.
Sono stata al concertone dei Depeche Mode e questo mi ha provocato alcune reazioni extrapiramidali contrastanti.
Cioè, per dire, ho addirittura pensato di essere un ossimoro con gambe e braccia e una sigaretta accesa tra le dita.
comunque.
il concerto è stato fichissimo.
il mio amico dave è troppissimo.
martin invece.. ecco, secondo me, cioè. Avete visto poltergeist? la scena del tipo che si guarda allo specchio e gli cadoni i pezzi di faccia nel lavandino del cesso?
Ecco.
Così.
Poveretto.
Peggio di Andy Taylor.
Comunque, l'entrata del palaisocazzi è assurda: hanno messo delle transenne in un modo tale che sembravamo vacche da macellare. Insomma, concerto bellissimo, il tipico rito collettivo, e bla bla..
un momento però.
ad un certo punto dave (ilmioamicodave) ci fa alzare le mani e ci fa fare una roba tipo ciaociaoconlamanina. e sul mega schermo a led veniva proiettato il popolo bove che faceva lo spettacolino.
Ecco, lì mi è venuta tanta di quella tristezza che joni mitchell ci faceva una pippa.
Non so perchè, credo che c'entri con tutto il discorso della massificazione, della collettività che ti schiaccia, ecc..
Fatto sta che non volevo essere lì. volevo essere nel salotto di casa mia. non volevo far parte del mucchione informe, del popolo bove, insomma.
Mi volevo distinguere.
ma il vero mattatore della serata è stato un tipo rimasto assolutamente immobile per tutta la durata del concerto: un personaggio così assurdo che sembrava estrapolato da una puntata dell'ispettore Derrick, quella dove c'è scialpi.
A proposito, chissà che fine ha fatto scialpi.
Secondo me vive a Crema dove si è apertto una ferramenta.
Va bè.
Ricordiamolo così:

ma come ci è finito scialpi in un post che parfla dei depeche mode e della collettività che ti ingloba?
Bè, comunque.
Nella folla, dietro di me c'è stata una tipa che sapeva tutte le canzoni e aveva una voce fastidiosa come una cistite. Ti penetrava nell'orecchio come un ago sottile. Il fatto è che questa sapeva le canzoni, ma nella versione tradotta in malgascio. Ad esempio: " Words like violence, break the silence come crashing in into my little world" lei lo traduceva in " Uollai vailen, bink de sainens com crascinin fonmail midelword"
Curioso vero?
insomma.
E' così, la verità è che io detesto la gente. Ed è un problema mio, non della gente.
Chissà se i depeche vanno in giro a fare i secret concerts.
Ora sento dave e ce lo chiedo.
Molto spesso mi capita di pensare ai "se" e ai "ma".
Tipo: se dopo la laurea avessi cominciato a insegnare, anzichè partire e andare a fare la punkabbestia in spagna. Mi sarei trasferita certamente in una piccola città, probabilmente in un paesino, mi sarei sposata con un impiegato del comune.. lui la mattina va al lavoro a piedi, io invece con la bicicletta.. a turno la mattina portiamo a scuola i figli e anche la scuola, come tutto, è dietro casa. a pranzo, quando non faccio in tempo io, non c'è problema, ci vanno i genitori di lui a riprendere i bambini .. il pomeriggio libero, lui mi ripara i freni della bici, io aiuto il più grande a fare i compiti.. la sera a volte usciamo, tanto ci sono sempre i genitori di lui che tengono i bambini,
Se devo immaginarmi una vita me la immagino su misura, se permettete.. sì, lui mi tradisce con la postina, ma io non lo saprò mai, quindi nessun problema.. l'estate andiamo in montagna e non paghiamo niente perchè sempre i genitori di lui c'hanno la casa.
Oppure penso se quel pomeriggio di dodici anni fa non ce l'avessi fatta a schivare la macchina in bici, ora mi sarei reincarnata da un pezzo, avrei già dodici anni e magari starei crescendo in un quartiere residenziale di Durban, che non è la città del dentifricio, ma una città del Sudafrica, mio padre vende rubinetti mentre mia madre fa la volontaria in parrocchia e mentre io vado a lezione di cricket e già odio i neri.. oppure sarei potuto rinascere in un quartiere non proprio residenziale di Nairobi, i miei genitori chi cazzo l'ha visti, ho sempre dodici anni e già odio i bianchi..
perchè bisogna considerare tutto nella vita, perchè come ha scritto saggiamente montale:
occorrono troppe vita per farne una
una citazione, una frase, che non c'entra assolutamente nulla con quello che ho scritto, ma mi piaceva comunque ricordarla.
detto ciò, vado a scaldarmi la minestrina.
fàcile:
agg.
di ciò che può essere fatto senza bisogno di un impegno gravoso (in senso sia fisico sia intellettuale)
detto di problema, questione, testo o parola da comprendere, che non presenta difficoltà, chiaro, evidente
detto di cammino, strada e sim., percorribile agevolmente
comodo, immune da traversie e disagi
di materia, duttile, malleabile.
ecco, appunto, ci siamo capiti, no ?
e non è facile dall'inizio, quando la mattina ti metti in bici e trovi subito il freddo e lo smog.
Ma devo dire che a me basta poco poi eh? sempre che non vado a finire di faccia su un padroncino in doppia fila, mi basta che arrivata al bar della zozzona mi facciano un caffè decente ed io sto già a posto fino alle undici, undici e mezza.. poi ci vorrebbe una dose di sonnifero di quelli potenti e discreti insieme per arrivare integra fino a sera.
poi pero' ci sono gli imprevisti, un po' come a Monopoli, ma quelli erano meglio.
Tipo.. stamattina telefono per fare una normale chiaccherata di routine ad uno, e sento due che parlano: un'interferenza.
ora, in un'interferenza, puo' capitarti pure una cosa tranquilla, due che parlano del tempo, della spesa, del sesso, di uno che vogliono ammazzare, e invece no, a me capitano due che vogliono mettere su un'impresa e tra le innumerevoli stronzate convengono che devono avere due segretarie, una bona che si scopano ed una racchia che sbriga tutto il lavoro.
ora, io inevitabilmente (e qui è colpa mia, lo so) mi sono inevitabilmente figurata la scena, i personaggi e le situazioni, e mi è venuta addosso una tristezza infinita, un pessimismo cosmico che Schopenhauer e Leopardi gli fanno una sega a 'sti due qua.
Ma è stato casuale tutto questo o c'è un disegno, una sceneggiatura?
no, perchè nel secondo caso io chiedo i danni allo sceneggiatore, perchè' stamattina nonostante il freddo non avevo preso nessun padroncino e il caffè non era male.. insomma che avevo fatto di male io?
e chi non ha i suoi scheletri nell'armadio? direte voi (non lo dice nessuno, lo so, ma mi serve nell'economia del post).
io.. io non ce l'ho.. anche perchè non c'ho l'armadio.. cioe', in realtà ho una cabina armadio: una cosa di una tristezza che se la batte con quella del discorso di cui sopra, tanto c'è casino, e quindi non c'è spazio per gli scheletri, o forse sono gli scheletri che non vogliono entrare nella mia cabina armadio.
Forse la soluzione di tutto questo è andare all'ikea e comprare un Kullen.
Gesù, amici. Oggi ogni cosa è piena di pathos.
Datemi un motivo per sfottervi, un motivo per fare della facile ironia, fatemi tornare cinica. Vi prego.
Oggi non mi riconosco più.
Se qualcuno non mi aiuta mi trasformo in un romanzo harmony.
Un venerdì decisamente positivo quello passato in san salvario in occasione di paratiissima.
E non parlo delle installazioni o degli eventi in giro. No. Non parlo mica di tutta quella sbobba da intellettuali che si iscrivono a palazzo nuovo e poi fanno le performance. Ma va là.
Cioè, 'spetta, a onor del vero il concerto di Suzuki e Gattico mi è piaciuto molto.
Le grandi soddisfazioni, per quanto mi riguarda sono arrivate dopo. Ma vi spiego meglio.
Dopo un panino al Sud, son passata a salutare un'amica che stava al Mar Rosso chè il suo fidanzato ci faceva una performance chiamata "Beans into the toilet". Cioè, capito?
Che poi, apriamo una parentesi sul Sud. Potrebbe anche essere un bel posto dove passarci la serata a sparare stronzate coi tuoi amici o magari passare una serata col tuo lui, o con la tua lei. Sì, lì magari potreste dirvi "T'amo". Poi però vi girate e vedete i due figuri che ti fissano da dietro il bancone e lì allora ti scende la poesia e hai solo più voglia di mollare tutto e tornare a casa a scaldarti il brodino.
Detto ciò.
Saluta questo, saluta quello, quelle 12 sigarette, bevi quel vodka lemon nel bicchiere di plastica e via al concerto.
Poi, la svolta.
(volevo mettere un'immagine dell'Almanacco del giorno dopo, per creare la saspens)
Dicevo, la svolta.
Incontro l'uomo più bello mai visto su queste terre emerse da almeno 200 anni.
Cioè, è proprio lui l'uomo della mia vita, l'altra metà della mela, intendo.
E mentre capisco che è amico di amici, nella mia totale incapacità all'intraprendenza, finisco per fare scena muta e incasinarmi sempre di più dentro il mio giubbotto e dentro ad una nube tossica fatta di imbarazzo adolescenziale. Perchè oltre che bello è anche intelligente e simpatico. Capite?
Che casino.
No, sul serio, un bel casino.
Perchè adesso io rosico.
E perchè rosico?
Perchè sì, ecco tutto.
Rosico e basta.
Minchia, se rosico.
Va bè, potrei andare avanti così per giorni interi.
Dicevo che rosico. Sì. Perchè un uomo così bello non potrà mai trovare qualcosa di interessante in questa coltre che sarei io. E non ditemi che non è detto, perchè non è vero. L'amore non è cieco, al massimo è sordo. Ma cieco no. E' vanesio, segue le mode, fa i capricci. L'amore è stupido. Ma non cieco.
Quindi rosico.
Detto ciò.
Poi sono andata al Maffei, il cinema porno che c'è vicino a corso vittorio.
Non pensate a chissà cosa: al posto di un bel film hard, c'era dj Grissino che metteva la musica. Per l'occasione non c'erano manco le locandine dei film. Che tristezza.
Però bella l'idea di fare un dance floor in un cinema porno, non trovate?
Al mio amico ho detto:
"non toccare niente, piuttosto, mettiti le mani in tasca"
e lui mi fa:
"ma che, manco le locandine ci sono!".
L'avete capita?
Io sì. subito.
Quindi, tirando le somme, e facendo i calcoli dare/avere (che qui dove lavoro chiamano in/out):
- ho conosciuto l'uomo della mia vita, ma lui non solo non lo sa, ma non lo saprà mai.
- sono stata in un cinema porno
Detta così sembra il vuoto, ma per me invece è tanto.
Per prima cosa perchè non mi capitava da mooltissimo di incontrare un uomo che mi piace da morire, e per seconda cosa perchè è sempre stato un mio sogno entrare in un cinemino porno. Sogno esaudito, con o senza diggei grissino.
E poi perchè è stata una serata in cui ho incontrato solo gente bella e simpatica, che sarebbero poi molti dei miei amici.
Ecco.
"Una volta volevo cambiare il mondo. Adesso mi basta lasciare questa stanza con un po’ di dignità»